Google e l’algoritmo dello scontento

20 maggio 2009 by Marco P.

googleHo letto recentemente che Google avrebbe messo a punto una formula matematica che rileva se un dipendente è infelice e insoddisfato della propria carriera. Si perchè pare che in aziende dove le possibilità di carriera sono limitate e il valore del dipendente viene diluito man mano che cresce il numero degli impiegati, cresce dentro le persone la sensazione di essere sottostimati, poco valorizzati.

Questo dovrebbe permettere a Google di prevenire i sintomi che il più delle volte si traducono nell’abbandono della azienda per andare a lavorare altrove, portandosi dietro tutto il know-how acquisito. Se questo dovesse essere vero e quest’algoritmo diventasse una realtà tra le multinazionali, prevedo scaffali colmi di libri che spiegano come manipolare a proprio vantaggio il monitoraggio della propria felicità per ottenere vantaggi contrattuali.

Così come si è formata un’industria dietro le ricerche di Google tutta dedita al search engine marketing e sul capire come Google cataloga i siti web per avvantaggiarsi nelle ricerche sui motori, i dipendenti delle aziende potrebbero capire quali leve far scattare della propria azienda per poter chiedere aumenti salariari, scatti di carriera, promozioni, trasferimenti. Grazie Google, ci voleva anche questa occasione!

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